# Primo messaggio dell'Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei, Guida della Rivoluzione Islamica

- Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei
- Pubblicato: 12 marzo 2026 (2026-03-12)
- URL: https://mojtabakhamenei.world/it/messages/first-message-leader-islamic-revolution/
- Persian original: https://mojtabakhamenei.world/fa/messages/first-message-leader-islamic-revolution/

بسم الله الرّحمن الرّحیم
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso

مَا نَنسَخ مِن آیَةٍ اَو نُنسِها نَأتِ بِخَیرٍ مِنها اَو مِثلِها. (1)
Non abroghiamo un versetto né te lo facciamo dimenticare senza darne uno migliore o uguale. (Corano, al-Baqara 2:106)

اَلسَّلامُ‌عَلَیكَ یا داعِیَ اللّهِ وَ رَبّانِیَّ آیاتِهِ اَلسَّلامُ عَلَیكَ یا بابَ اللّهِ وَ دَیّانَ دینِهِ اَلسَّلامُ عَلَیكَ یا خَلیفَةَ اللّهِ و ناصِرَ حَقِّهِ اَلسَّلامُ عَلیكَ یا حُجَّةَ ا‌للّهِ وَ دَلیلَ اِرادَتِه اَلسَّلامُ عَلَیكَ اَیُّهَا المُقَدَّمُ المَأمول اَلسَّلامُ عَلَیكَ بِجَوامِعِ السَّلام. اَلسَّلامُ‌عَلَیكَ یا مَولایَ صاحِبَ الزَّمان.
La pace sia su di te, o tu che chiami a Dio e conosci profondamente i Suoi segni; la pace sia su di te, o porta di Dio e custode della Sua religione; la pace sia su di te, o vicario di Dio e difensore del Suo diritto; la pace sia su di te, o prova di Dio e guida verso la Sua volontà; la pace sia su di te, o tu che sei preminente e atteso; la pace sia su di te con ogni forma di saluto. La pace sia su di te, o mio signore, Signore del Tempo.

All'inizio delle mie parole devo porgere le mie condoglianze al mio Signore (Dio l'Altissimo affretti la sua venuta) per lo straziante martirio dell'eminente Guida della Rivoluzione, il caro e saggio Khamenei, e chiedere a Sua Santità la sua benedicente preghiera per ciascun membro della grande nazione iraniana, anzi per tutti i musulmani del mondo, per tutti i servitori dell'Islam e della Rivoluzione, per coloro che si sono sacrificati e per i superstiti dei martiri del movimento islamico, in particolare dell'ultima guerra, e per questo stesso umile servitore.

La seconda parte delle mie parole è rivolta alla grande nazione iraniana. Anzitutto devo esporre brevemente la mia posizione riguardo al voto della rispettabile Assemblea degli Esperti. Io, vostro servitore Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei, ho appreso l'esito del voto della rispettabile Assemblea degli Esperti contemporaneamente a voi, attraverso la televisione della Repubblica Islamica. Per me sedere nel luogo in cui sedettero due eminenti guide, il grande Khomeini e il martire Khamenei, è un compito arduo; poiché questo seggio ha accolto colui che, dopo più di sessant'anni di lotta sulla via di Dio e di rinuncia a ogni sorta di piaceri e comodità, è divenuto una gemma splendente e una figura eccezionale non solo nell'epoca attuale, ma nell'intera storia dei governanti di questo Paese. Sia la sua vita sia il modo della sua morte furono intrisi di una maestà e di una dignità derivanti dall'affidarsi alla Verità.

Ho avuto la grazia di vedere la sua salma dopo il martirio: ciò che ho visto era una montagna di fermezza; e ho sentito dire che aveva stretto a pugno la mano rimasta illesa. Sui diversi aspetti della sua personalità, coloro che ne sono a conoscenza dovranno parlare a lungo. In questa occasione mi limito a questo breve cenno e rimando i dettagli ad altre occasioni opportune. Ecco la ragione della difficoltà di sedere sul seggio della Guida dopo una simile persona. Colmare questa distanza è possibile solo con l'aiuto di Dio e con il sostegno di voi, popolo.

Di seguito è necessario sottolineare un punto che ha un legame diretto con il nucleo delle mie parole: tra le doti della Guida martire e del suo grande predecessore vi fu il coinvolgimento del popolo in tutti i campi, il continuo conferimento di lungimiranza e consapevolezza, e, nell'azione, l'affidamento sulla sua forza. In questo modo essi hanno dato concretezza al vero significato di popolo e di repubblica, e vi credevano dal profondo dell'anima. L'effetto evidente di ciò si è visto in questi pochi giorni in cui il Paese è rimasto senza Guida e senza Comandante in capo delle Forze armate. La lungimiranza e l'intelligenza della grande nazione iraniana nell'ultimo evento, la sua fermezza, il suo coraggio e la sua presenza hanno suscitato l'ammirazione degli amici e lo stupore del nemico. Siete stati voi, popolo, a guidare il Paese e a garantirne la potenza.

Il versetto che ho posto all'inizio di questo scritto significa che non vi è alcun segno tra i segni divini il cui termine giunga a compimento o che venga consegnato all'oblio, senza che Dio (Glorioso ed Eccelso) ne dia al suo posto uno simile o migliore. La ragione del richiamo a questo nobile versetto non è che questo servitore sia all'altezza della Guida martire, e tanto meno che voglia essere considerato superiore a lui; lo scopo della menzione del versetto benedetto è piuttosto richiamare l'attenzione sul ruolo appropriato e rilevante di voi, cara nazione. Se quella immensa grazia ci è stata tolta, al suo posto è stata concessa nuovamente a questo sistema la presenza, simile a quella di Ammar, della nazione iraniana. Sappiate questo: se la vostra forza non si manifesta sulla scena, né la Guida né alcuno dei diversi apparati, la cui vera funzione è il servizio al popolo, avranno l'efficacia necessaria.

Affinché questo significato si realizzi meglio, in primo luogo il ricordo di Dio, Benedetto ed Eccelso, l'affidamento a Lui e il ricorso all'intercessione delle luci pure degli Infallibili (le benedizioni di Dio siano su tutti loro) devono essere considerati come l'elisir supremo e lo zolfo rosso, garanzia di ogni sorta di aperture e della vittoria certa sul nemico. È questo un immenso vantaggio che voi possedete e di cui i vostri nemici sono privi.

In secondo luogo, non deve essere incrinata l'unità tra gli individui e i ceti della nazione, che di solito si manifesta in modo particolare nei momenti di difficoltà. Ciò si otterrà tralasciando i punti di divergenza.

In terzo luogo, occorre mantenere una presenza efficace sulla scena, sia nella forma che avete mostrato in questi giorni e in queste notti di guerra, sia nella forma di molteplici ruoli efficaci nei diversi ambiti sociali, politici, educativi, culturali e persino della sicurezza. L'importante è che il ruolo corretto, senza intaccare l'unità sociale, sia ben compreso e attuato per quanto possibile. Uno dei compiti della Guida e di alcuni altri responsabili è richiamare l'attenzione degli individui o dei ceti della società su alcuni di questi ruoli. Pertanto ricordo l'importanza della partecipazione alle manifestazioni della Giornata di Quds del 1447, nelle quali tutti devono tenere presente l'elemento della sconfitta del nemico.

In quarto luogo, non trascurate di aiutarvi e sostenervi a vicenda. Grazie a Dio, questa è sempre stata la caratteristica della maggior parte degli iraniani, e ci si attende che in questi giorni particolari, che naturalmente per alcuni membri della nazione trascorrono più duramente che per gli altri, ciò si manifesti ancor di più. In questa occasione chiedo agli enti di servizio di non lesinare alcun aiuto e sostegno a quei cari membri della nazione e alle strutture popolari di soccorso.

Se questi aspetti saranno rispettati, la via che conduce voi, cara nazione, ai giorni della grandezza e della gloria sarà spianata. La sua manifestazione più prossima potrà essere, con il permesso di Dio, la vittoria sul nemico nella guerra in corso.

La terza parte delle mie parole è un sentito ringraziamento ai nostri coraggiosi combattenti che, in una situazione in cui la nostra cara nazione e la nostra cara patria sono state aggredite in modo iniquo dai vertici del fronte dell'arroganza, con i loro colpi poderosi hanno sbarrato la strada al nemico e lo hanno fatto uscire dall'illusione di poter dominare la cara patria ed eventualmente smembrarla. Cari fratelli combattenti! La volontà delle masse popolari è la prosecuzione di una difesa efficace, che induca il nemico a pentirsi. Inoltre si deve certamente continuare a utilizzare la leva della chiusura dello Stretto di Hormuz. Riguardo all'apertura di altri fronti in cui il nemico ha un'esperienza esigua e nei quali sarà gravemente vulnerabile, sono stati condotti studi, e la loro attivazione avverrà qualora lo stato di guerra persista e nel rispetto degli interessi superiori.

Rivolgo inoltre un sentito ringraziamento ai combattenti del Fronte della Resistenza. Consideriamo i Paesi del Fronte della Resistenza i nostri migliori amici, e la causa della resistenza e il Fronte della Resistenza sono parte inseparabile dei valori della Rivoluzione Islamica. Senza dubbio la cooperazione reciproca delle componenti di questo fronte abbrevia il cammino per liberarsi dalla sedizione sionista; così come abbiamo visto che il coraggioso e credente Yemen non ha desistito dal difendere l'oppresso popolo di Gaza, che il generoso Hezbollah, nonostante tutti gli ostacoli, è venuto in aiuto della Repubblica Islamica, e che anche la Resistenza irachena ha intrapreso coraggiosamente la stessa linea.

Nella quarta parte, mi rivolgo a coloro che in questi giorni hanno subito in qualche modo dei danni: sia coloro che hanno provato il dolore del martirio di uno o più cari, sia coloro che sono rimasti feriti, sia le persone le cui case o luoghi di lavoro sono stati danneggiati. In questa parte, anzitutto, esprimo la mia profonda partecipazione al dolore dei superstiti degli eccelsi martiri. Ciò si fonda su un'esperienza che condivido con questi nobili: oltre a mio padre, il cui lutto è divenuto un lutto collettivo, ho affidato alla carovana dei martiri la mia cara e fedele consorte, nella quale riponevo tante speranze, la mia sorella devota, che si era consacrata al servizio dei suoi genitori e infine ha ricevuto la sua ricompensa, e anche il suo bambino piccolo, nonché il marito dell'altra mia sorella, che era un uomo dotto e nobile. Ma ciò che rende possibile, e persino agevole, la pazienza nelle sventure è la consapevolezza della promessa divina, certa e inderogabile, di una preziosa ricompensa per i pazienti. Bisogna dunque essere pazienti e riporre speranza e fiducia nella grazia e nel soccorso di Dio (Glorioso ed Eccelso).

In secondo luogo, assicuro a tutti che non rinunceremo a vendicare il sangue dei vostri martiri. La vendetta che abbiamo in mente non riguarda soltanto il martirio dell'eminente Guida della Rivoluzione; ogni membro della nazione reso martire dal nemico costituisce di per sé un oggetto autonomo del fascicolo della vendetta. Una parte limitata di questa vendetta si è finora concretizzata, ma finché non sarà compiuta pienamente, questo fascicolo resterà al di sopra di tutti gli altri, e avremo una sensibilità particolare per il sangue dei nostri bambini e dei nostri piccoli. Pertanto il crimine commesso deliberatamente dal nemico contro la scuola Shajareh Tayyebeh di Minab e in alcuni casi analoghi ha un rilievo particolare in questo esame.

In terzo luogo, i feriti e invalidi di questi attacchi devono certamente ricevere gratuitamente cure mediche adeguate e beneficiare di alcuni altri vantaggi.

In quarto luogo, per quanto la situazione attuale lo consenta, devono essere definite e attuate misure sufficienti per il risarcimento dei danni materiali subiti dai luoghi e dai beni privati. Questi due ultimi punti costituiscono un obbligo vincolante per i rispettabili responsabili, che devono attuarli e riferirmene.

Un punto che devo sottolineare è che in ogni caso otterremo un risarcimento dal nemico; se si rifiuterà, preleveremo dai suoi beni nella misura che riterremo opportuna, e se nemmeno ciò sarà possibile, distruggeremo dei suoi beni nella stessa misura.

La quinta parte delle mie parole è rivolta ai leader e ai livelli influenti di alcuni Paesi della regione. Abbiamo quindici Paesi confinanti per terra o per mare e abbiamo sempre desiderato, e desideriamo, rapporti cordiali e costruttivi con tutti loro; tuttavia il nemico, da anni, ha gradualmente costruito in alcuni di questi Paesi basi sia militari sia finanziarie per assicurarsi il dominio sulla regione. Nell'ultima aggressione sono state utilizzate alcune basi militari e, naturalmente, come avevamo esplicitamente avvertito e senza compiere alcuna offesa contro quei Paesi, abbiamo attaccato esclusivamente quelle basi. D'ora in avanti, necessariamente, continueremo a farlo, pur continuando a ritenere necessaria l'amicizia tra noi e quei nostri vicini. Questi Paesi devono chiarire la propria posizione nei confronti degli aggressori della nostra cara patria e degli assassini dei membri del nostro popolo. Raccomando loro di chiudere quelle basi al più presto, poiché a quest'ora avranno certamente compreso che la pretesa dell'America di garantire sicurezza e pace non era altro che una menzogna. Ciò farà sì che si leghino maggiormente ai propri popoli, che in generale sono scontenti dell'allineamento con il fronte della miscredenza e del suo comportamento umiliante, e che la loro ricchezza e la loro potenza aumentino. Ripeto ancora che il sistema della Repubblica Islamica, senza voler instaurare alcun dominio o colonialismo nella regione, è pienamente pronto all'unità e a rapporti reciproci cordiali e sinceri con tutti i vicini.

Nella sesta parte delle mie parole mi rivolgo alla nostra Guida martire. O Guida! Con la vostra dipartita avete inferto un duro colpo ai cuori di tutti. Avete sempre anelato a questa fine, finché Dio ve l'ha concessa mentre recitavate il Sacro Corano, all'alba del decimo giorno del benedetto mese di Ramadan. Avete sopportato con fermezza e mitezza molte ingiustizie, senza battere ciglio. Molti non hanno riconosciuto il vostro vero valore, e forse passerà molto tempo prima che i vari veli e ostacoli si dissolvano e se ne rivelino alcuni aspetti. Speriamo che, dalla posizione di vicinanza a Dio che vi è stata preparata accanto alle luci pure, ai veritieri, ai martiri e agli amici di Dio, continuiate a darvi pensiero del progresso di questa nazione e di tutte le nazioni del Fronte della Resistenza e intercediate per esso, così come facevate nella vostra vita terrena. Ci impegniamo con voi a prodigarci con tutto il nostro essere per l'innalzamento di questa bandiera, che è la bandiera principale del fronte della Verità, e per il conseguimento dei vostri sacri obiettivi.

Nella settima parte ringrazio tutti i nobili che mi hanno sostenuto, tra cui i grandi Marja' (fonti di emulazione) e diverse personalità culturali, politiche e sociali, e i membri del popolo che hanno partecipato a imponenti raduni per rinnovare il giuramento di fedeltà al sistema, nonché i responsabili dei tre poteri e il Consiglio provvisorio della Guida per la saggezza delle loro misure e azioni.

Mi auguro che le grazie speciali di Dio, in queste ore e in questi giorni ricchi di benedizioni, raggiungano tutta la nazione iraniana, anzi tutti i musulmani e gli oppressi del mondo.

E infine chiedo al nostro Signore (Dio l'Altissimo affretti la sua nobile venuta) che, in ciò che rimane delle notti e dei giorni del Destino e del benedetto mese di Ramadan, implori presso Dio (Glorioso ed Eccelso) per la nostra nazione la vittoria decisiva sul nemico, nonché dignità, prosperità e benessere, e per i loro defunti elevati gradi e il benessere nell'aldilà.

والسّلام علیکم و رحمة‌اللّه و برکاته و تحیّاته
La pace sia su di voi, con la misericordia di Dio, le Sue benedizioni e i Suoi saluti.

Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei, 21 Esfand 1404, corrispondente al 22 del benedetto Ramadan 1447

(1) Sura al-Baqara, parte del versetto 106
