# Messaggio in occasione dello svolgimento del Hajj

- Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei
- Pubblicato: 26 maggio 2026 (2026-05-26)
- URL: https://mojtabakhamenei.world/it/messages/message-hajj-season/
- Persian original: https://mojtabakhamenei.world/fa/messages/message-hajj-season/

بسم الله الرّحمن الرّحیم
In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso

لبَّیک اللّهمّ لبَّیک، لبَّیک لا شریک لک لبَّیک، إنّ الحمد و النّعمة لک و المُلک...

O Dio! Rispondo al Tuo appello; non hai alcun associato, e ogni lode, ogni grazia e ogni regno e potere provengono da Te e a Te appartengono...

È giunta anche quest'anno la stagione del Hajj, e i pellegrini della Umma dell'Islam hanno indossato l'ihram della servitù a Dio e pronunciato la talbiya, per emigrare dalla vita materiale e ordinaria verso una vita divina e beata; una vita monoteistica imperniata sull'adorazione di Dio, il Vero, Glorioso ed Eccelso, e sul rifiuto, la negazione e il disconoscimento dei rivali che si pongono accanto a Dio. Ma l'occasione di questa emigrazione non appartiene soltanto ai visitatori e ai pellegrini della Casa di Dio di quest'anno: essa riguarda tutti i fratelli e le sorelle musulmani dell'Iran e del mondo intero, da coloro che hanno compiuto il Hajj negli anni passati della loro vita fino a coloro che non sono ancora riusciti a compierne i riti.

La condizione di questa emigrazione è indossare un ihram perenne attorno al ricordo di Dio; è un tawaf perenne intorno all'asse della verità; è un sa'y perenne tra le vette impegnative dei doveri divini; è la lapidazione perenne del Satana malvagio, con le sue manifestazioni seducenti e tutti i suoi seguaci; è una sosta (wuquf) intrisa di attenzione e di implorazione; è nutrire il povero inerme e il viandante, sacrificare le passioni e le inclinazioni devianti ed eliminare le impurità interiori; e in ogni circostanza è essere pronti a servire e innalzare la bandiera della difesa della verità.

E fu così che la nazione iraniana, al miqat della Rivoluzione islamica, mosse i passi su questo stesso cammino di emigrazione, rispose all'appello abramitico del grande Khomeini, si spogliò della veste della sottomissione al dominio, indossò l'ihram della felicità terrena e ultraterrena e, pronunciando il labbayk e procedendo con passo affrettato, si sforzò di compiere il tawaf attorno agli insegnamenti dell'Islam puro di Muhammad (che Dio benedica lui e la sua famiglia e conceda loro la pace) e di avvicinarsi alla luce che illumina il mondo della giustizia universale e della wilaya suprema. الله اکبر، الله اکبر، لا اله الا الله والله اکبر، الله اکبر ولله الحمد، الله اکبر علی ما هدانا (Dio è il più grande, Dio è il più grande; non c'è divinità all'infuori di Dio, e Dio è il più grande; Dio è il più grande e a Dio appartiene la lode; Dio è il più grande per averci guidati).

Sì, الله اکبر (Dio è il più grande)... e fu proprio con quest'arma del «Allahu Akbar» che la nazione musulmana dell'Iran, quarantasette anni fa, si sollevò, rovesciò il regime idolatra, dittatoriale e dipendente dei Pahlavi, recise le mani e i piedi dell'America avida e arrogante dal Paese e troncò completamente l'influenza del sionismo.

Fu con questa stessa arma del «Allahu Akbar» che, dopo l'aggressione del regime baathista di Saddam al territorio iraniano, i valorosi combattenti e i giovani pronti al sacrificio scrissero l'epopea degli otto anni di Difesa Sacra e, nonostante il sostegno di tutte le potenze dell'Oriente e dell'Occidente al regime baathista, lo rimisero al suo posto; e proseguirono con fermezza e saldezza questa resistenza per molti anni ancora, di fronte agli assedi economici, ai colpi di Stato, alle sanzioni ingiuste e agli innumerevoli attacchi politici, propagandistici ed economici dei nemici contro la Repubblica islamica.

والله اکبر (E Dio è il più grande)... Fu questa stessa arma del «Allahu Akbar» a consolidare i legami della Umma islamica e dei giovani combattenti del Fronte della Resistenza, dall'Iran al Libano, alla Palestina, all'Iraq e alla Siria, dall'Africa e dallo Yemen fino all'Afghanistan e al Pakistan e a tutti i popoli liberi del mondo, affinché questa salda corda si levasse in difesa dell'esistenza della Umma islamica contro gli aggressori usurpatori sionisti, avvolgesse e chiudesse il rotolo dell'ISIS, scatenasse il Diluvio di al-Aqsa e riducesse all'affanno il respiro del vacillante regime sionista.

الله اکبر (Dio è il più grande); sì, Dio, Benedetto e Altissimo, è più grande di quanto possa essere descritto... Fu quest'arma del «Allahu Akbar» su cui la Repubblica islamica dell'Iran fece affidamento per ridurre all'impotenza il regime sionista sotto i suoi colpi possenti nella seconda guerra imposta, nel Khordad 1404, per assestare un duro schiaffo all'America aggressora e per far fallire il nemico nel suo obiettivo di ottenere la resa dell'Iran.

E l'arma del «Allahu Akbar» ha conferito alla nazione iraniana una tale forza e potenza che, dopo lo straziante martirio dell'eccelsa Guida, degno discendente del nobilissimo Profeta (che Dio benedica lui e la sua famiglia e conceda loro la pace), il Grande Ayatollah Seyyed Ali Hosseini Khamenei (Dio elevi il suo nobile rango), per mano dei più scellerati del mondo di oggi, essa ha conosciuto un risveglio divino e, con una presenza a tutto campo in ogni ambito in cui fosse necessario, ha abbagliato gli occhi del mondo con le sue imprese gloriose.

الله اکبر (Dio è il più grande); in verità Dio, Benedetto e Altissimo, è più grande di quanto possa essere descritto... Fu con questa stessa arma del «Allahu Akbar» che i valorosi combattenti e le Forze Armate pronte al sacrificio dell'Iran islamico, insieme ai combattenti del Fronte della Resistenza, in particolare del caro Libano, ottennero vittorie straordinarie contro i due eserciti terroristici americano e sionista, armati fino ai denti, nella terza guerra imposta; confidando nel Signore e per mezzo dei loro missili e droni, sulla terra, nell'aria e sul mare, lapidarono il Grande Satana, cioè l'America, e il suo animale ammaestrato, il regime sionista, e videro con i propri occhi la promessa veridica di Dio di soccorrere coloro che combattono sulla Sua via.

E ancora الله اکبر (Dio è il più grande); senza dubbio Dio, Benedetto e Altissimo, è più grande di quanto possa essere descritto, e le Sue schiere prevalgono su ogni potere... Ed è con questa stessa arma del «Allahu Akbar» che, in seguito al risveglio della nazione iraniana e del Fronte della Resistenza, si realizzerà il risveglio della Umma islamica, e il disconoscimento dei politeisti si estenderà dalla lapidazione delle Jamarat del Hajj agli ambiti della vita individuale, sociale e politica dei musulmani nei luoghi più remoti del mondo.

La Umma islamica e i popoli della regione possiedono numerose potenzialità e interessi comuni che daranno forma al nuovo ordine e alla geometria futura della regione e del mondo. Io, con sincerità e purezza d'intenti, invito tutti i Paesi e i governi islamici all'amicizia e alla cooperazione nel bene e nella virtù, affinché, collaborando gli uni con gli altri, avanziamo sul cammino del progresso della Umma islamica e della soluzione dei problemi del mondo islamico.

Ciò che è certo a questo riguardo è che le lancette del tempo non tornano indietro e che i popoli e le terre della regione non saranno più lo scudo delle basi americane. L'America, oltre a non avere più alcun luogo sicuro per la sua malvagità e per l'installazione di basi militari nella regione, si allontana giorno dopo giorno dalla sua condizione precedente. Anche il vacillante regime sionista e il tumore canceroso di Israele si avvicinano alle fasi finali della loro esistenza nefasta e, per grazia di Dio e in conformità con le parole decise e lungimiranti pronunciate dieci anni fa dall'eccelsa Guida martire (Dio santifichi la sua anima pura) (1), non vedranno i venticinque anni successivi a quella data, se Dio vuole.

Per questo motivo, quest'anno la questione del disconoscimento dei politeisti assume un'importanza doppia, e la profondità e l'ampiezza del disconoscimento dell'America e del regime sionista vanno oltre il rito del disconoscimento nella stagione e nel miqat del Hajj; e in diversi luoghi dell'Iran e del mondo, anche dopo questi giorni benedetti, «Morte all'America» e «Morte a Israele» saranno lo slogan diffuso della Umma islamica e degli oppressi del mondo, in particolare dei giovani.

Il futuro appartiene alla Umma islamica e alla nuova civiltà islamica, e ciascuno di noi può svolgere un ruolo, secondo la propria determinazione, capacità e responsabilità, nella realizzazione di questo futuro e nell'avvicinarsi a esso.

I visitatori e i pellegrini iraniani nel Hajj di quest'anno hanno un ruolo efficace e di rilievo nel raccontare la vittoria della terza guerra imposta agli altri fratelli e sorelle musulmani e nell'infondere loro speranza in un futuro luminoso.

Chiedo a tutti i cari pellegrini di impegnarsi nella preghiera per l'affrettarsi della manifestazione del Salvatore dell'umanità (Dio affretti la sua apparizione), di pregare per l'unità della Umma islamica, la liberazione della Palestina e della Moschea di al-Aqsa, la soluzione delle grandi difficoltà dei musulmani e il conseguimento della vittoria finale contro l'arroganza mondiale, e di includere anche me nelle loro preghiere di bene.

Signore! Benedici Muhammad e la famiglia di Muhammad, rivolgi il Tuo sguardo di grazia e di compassione ai pellegrini e a tutta la Umma dell'Islam, concedi loro un Hajj accetto, illumina i loro cuori con le luci della conoscenza e della lungimiranza e rendi più salda la loro determinazione e volontà di avanzare sul cammino del miglioramento della condizione della Umma e della vittoria finale sui nemici dell'Islam.

Signore! Fai discendere la Tua grazia e la Tua vasta misericordia sulle anime purissime dei martiri sulla via di Dio, in particolare dei martiri del Fronte della Resistenza e, alla loro testa, dell'eccelsa Guida martire (Dio elevi il suo nobile rango); e dal Hajj dei pellegrini, dall'adorazione degli adoratori e dagli sforzi di quanti si sono impegnati sotto la guida e la direzione del condottiero della Umma, fai giungere un'abbondante parte alla sua anima celeste, e aiuta la nazione iraniana e la Umma islamica a proseguire il suo cammino e il suo obiettivo.

Signore! Fai discendere le Tue migliori benedizioni e i Tuoi saluti sul nostro signore e padrone, l'atteso Mahdi (le benedizioni e la pace di Dio siano su di lui e sui suoi puri antenati), includi tutti noi e la Umma islamica nelle sue preghiere pure ed esaudite e illumina e adorna il mondo con la sua benedetta venuta, così come hai promesso, e i nostri cuori sono colmi di certezza in quella promessa ineluttabile. «وَعَدَ الله الَّذینَ آمنوا مِنکُم وَ عَمِلوا الصّالِحاتِ لَیَستَخلِفَنَّهُم فی‌الارضِ کَما استَخلَفَ الَّذینَ مِن قَبلِهِم وَ لَیُمَکِّنَنَّ لَهُم دینَهُمُ اَلَّذِی ارتَضی لَهُم وَ لَیُبَدِّلَنَّهُم مِن بَعدِ خَوفِهِم اَمنا».
«Dio ha promesso a coloro tra voi che credono e compiono il bene che li costituirà certamente vicari sulla terra, come costituì coloro che li precedettero, che rafforzerà per loro la religione che Egli ha scelto per loro e che muterà certamente la loro paura in sicurezza» (Corano 24:55).

والسّلام علی جَمیعِ اِخواننا المسلمین و رحمةالله و برکاته
La pace sia su tutti i nostri fratelli musulmani, con la misericordia di Dio e le Sue benedizioni.

Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei
5 Khordad 1405 – 9 Dhu al-Hijja 1447

(1) Discorso nell'incontro con diversi strati della popolazione, 18/06/1394
