# Messaggio di ringraziamento alla nazione irachena per l'epopea delle esequie dell'Imam combattente martire

- Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei
- Pubblicato: 17 luglio 2026 (2026-07-17)
- URL: https://mojtabakhamenei.world/it/messages/message-thanks-people-iraq-funeral-procession/
- Persian original: https://mojtabakhamenei.world/fa/messages/message-thanks-people-iraq-funeral-procession/

بسم‌الله الرّحمن الرّحیم
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso

Rivolgiamo saluti, omaggi, onori e profondo apprezzamento ai nobili e grandi Marja' (fonti di emulazione), agli stimati ulema, ai professori e ai dotti dei seminari religiosi e delle università, ai pensatori e alle illustri élite, agli emiri e ai capi delle tribù, agli sceicchi dei clan e ai capi delle comunità, e al generoso e affettuoso popolo e ai giovani zelanti e nobili della terra oppressa dell'Iraq.

Il popolo credente dell'Iraq, che gode della grande grazia di essere vicino alla Famiglia di Dio (le benedizioni e la pace di Dio siano su tutti loro) e di ospitarla nei santuari sacri, con una storia luminosa di cultura, forte di un sostegno spirituale e illuminante come l'antico e luminoso seminario di Najaf al-Ashraf e del suo operato combattivo nel Fronte della Resistenza, ha dato vita, nell'accogliere l'eminente condottiero martire (Dio elevi la sua nobile dimora), come la nazione iraniana, a un'epopea grandiosa, densa di significato e colma di struggimento.

L'Iraq, dal giorno in cui i passi benedetti del nostro signore, il Principe dei Credenti (le benedizioni e la pace di Dio siano su di lui), si posarono sulla sua terra, è divenuto una terra benedetta, e ben presto i suoi abitanti, con grande orgoglio, posero al proprio collo il monile dell'amore e della wilaya di Sua Santità e dei suoi puri discendenti (le benedizioni e la pace di Dio siano su tutti loro). Le epoche del dominio dei tiranni e dei governanti oppressori su questa terra non sono mai riuscite a cancellare dai cuori di questo popolo la gemma pura della wilaya e dell'amore per la Pura Discendenza. Per questo, dopo la caduta del regime baathista, si è verificato il grandioso evento del pellegrinaggio a piedi dell'Arbain, che, nascendo dal profondo dell'anima dei credenti, si è esteso di giorno in giorno; ed è proprio per questa ragione che, quando questo popolo ha visto che il figlio oppresso e martire del Principe dei Credenti e del Principe dei Martiri (le benedizioni e la pace di Dio siano su entrambi), dopo anni di lontananza apparente dai santuari sacri, veniva questa volta a circumambulare le tombe luminose con un corpo simile a quello di Hussein, di sua madre e di suo fratello, ne ha onorato l'arrivo con tutto il proprio essere.

D'altro canto, queste esequie impareggiabili, con milioni di partecipanti, per il portabandiera della Resistenza hanno mostrato una manifestazione compiuta di concordia, fratellanza e comunanza di ideali tra le due nazioni irachena e iraniana. Senza dubbio i capi dell'arroganza hanno osservato con cuore spaventato le immagini delle scene grandiose di questo immenso raduno in Iraq e hanno visto come gli ingenti investimenti fatti per distruggere il rapporto tra le due nazioni si siano rivelati vani e senza effetto. Questa presenza di decine di milioni di persone, sia in Iran sia in Iraq, in occasione delle esequie e del commiato dell'Imam combattente martire (Dio elevi la sua nobile dimora), ha segnato un nuovo capitolo di risveglio e di protagonismo per cambiare le equazioni precostituite degli arroganti. Ora il Grande Satana, l'America criminale, ha compreso che la prosecuzione della sua presenza indisturbata e dominatrice nella regione non è altro che un'illusione ingenua.

Presto, ancora una volta, le braccia aperte della generosa nazione irachena e delle sue tribù e comunità calorose e affettuose verso i pellegrini desiderosi della visita dell'Arbain, tra cui la moltitudine che compie la visita per conto del Signore martire dell'Iran, si uniranno al ricordo di queste esequie grandiose e di quel grande uomo che forse per anni aveva custodito nel cuore il desiderio di recarsi ai santuari sacri, e mostreranno a tutti lo slogan colmo di verità «حُبُّ‌ الحسین یَجمَعُنا» (l'amore per Hussein ci unisce), e, se Dio vuole, porteranno con sé la preghiera del nostro Signore (Dio l'Altissimo affretti la sua nobile venuta) per la sicurezza, la benedizione e il progresso della nazione irachena; per la Sua grazia e la Sua generosità.

Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei, 2 Safar al-Muzaffar 1448 / 26 Tir 1405
