Messaggio in occasione del quarantesimo giorno del martirio dell'eccelsa Guida della Rivoluzione e sulle questioni cruciali della terza guerra imposta
Questa è una traduzione del testo originale persiano. Testo originale in persiano
بسم الله الرّحمن الرّحیم
In nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso
اِنّا فَتَحْنا لَکَ فَتْحاً مُبیناً لِیَغْفِرَ لَکَ اللهُ ما تَقَدَّمَ مِن ذَنبِکَ وَ ما تَأَخَّرَ وَ یُتِمَّ نِعْمَتَهُ عَلَیْکَ وَ یَهْدِیَکَ صِراطاً مُستقیماً وَ یَنصُرَکَ اللهُ نَصْراً عَزیزاً.
In verità ti abbiamo concesso una vittoria evidente, affinché Dio ti perdoni le tue colpe passate e future, completi su di te il Suo favore e ti guidi sulla retta via, e affinché Dio ti conceda un aiuto possente. (Corano 48:1-3)
Sono trascorsi quaranta giorni da uno dei più grandi crimini dei nemici dell'Islam e dell'Iran e da uno dei lutti collettivi più gravi nella storia di questa nazione: il lutto per lo straziante martirio dell'eccelsa Guida della Rivoluzione islamica, padre della nazione iraniana, guida della Umma islamica e condottiero dei cercatori della verità nell'epoca contemporanea, signore dei martiri dell'Iran e del Fronte della Resistenza, il grande Khamenei, قَدَّسالله نَفسَهُ الزَّکیَّه (Dio santifichi la sua anima pura).
Da quaranta giorni l'anima elevata della nostra Guida martire è ospite, presso la vicinanza divina, del convito dei santi, dei veridici e dei martiri; e contemporaneamente o in seguito, una folta schiera di compagni, comandanti e combattenti dell'Islam, nonché di connazionali innocenti, dai neonati di pochi giorni fino agli anziani, hanno anch'essi conseguito questa immensa grazia.
Da quaranta notti e giorni Dio l'Altissimo ha chiamato a Sé, al Suo convegno, la guida di questa Umma; ma questa volta, diversamente da quanto accadde all'epoca di Kalim Allah (Mosè), i compagni della Guida martire e la sua Umma si sono levati per instaurare la verità e contrastare la falsità, hanno resistito come montagne salde di fronte al Samiri e al suo vitello e si sono abbattuti come lava ardente sugli aggressori e sui faraoni.
Da quaranta giorni e notti gli arroganti del mondo si sono tolti dal volto le maschere ingannevoli e menzognere e hanno messo in mostra il volto ripugnante e satanico dell'omicidio e dell'oppressione, dell'aggressione e della menzogna, della tracotanza faraonica e dell'uccisione di bambini, del dispotismo e della corruzione.
Ma di contro, da quaranta giorni e notti i valorosi figli del grande Khomeini e del caro martire Khamenei e i seguaci dell'Islam puro di Muhammad (che Dio benedica lui e la sua famiglia e conceda loro la pace) sono presenti, con un impegno e un coraggio esemplari, nelle piazze, nelle strade e nelle trincee di combattimento e, nonostante i colpi e i danni dell'aggressione barbara del nemico, hanno trasformato la terza guerra imposta nello scenario epico della terza Difesa Sacra. La consapevole e vigile nazione iraniana, pur avendo mostrato di essere in lutto per il grande dolore della separazione dalla sua guida martire, ispirandosi agli eredi diretti dell'Ashura di Hussein, ha tratto da questo lutto un'epopea e dal compianto un canto di battaglia. Tutto ciò ha gettato nello sbigottimento e nell'impotenza un nemico armato fino ai denti e ha suscitato l'ammirazione degli uomini liberi del mondo. Questa volta l'ignoranza e la stoltezza degli arroganti hanno fatto sì che l'Esfand 1404 diventasse l'inizio di una nuova stagione di affermazione della potenza e dell'ascesa del nome dell'Iran e della Rivoluzione islamica, e che la bandiera dell'Iran islamico venisse innalzata non soltanto entro i confini geografici del nostro Paese, ma nel profondo dei cuori dei cercatori della verità di tutto il mondo.
Questa ricorrenza è una buona occasione per presentare brevemente l'eccelsa Guida. Si tratta di un uomo che non è stato conosciuto quanto era famoso. Tutti sanno che la nostra Guida martire era un giurisperito consapevole del proprio tempo e lungimirante, un combattente instancabile, saldo e fermo come una montagna, un sapiente che metteva in pratica il proprio sapere e un uomo di Dio, dedito al ricordo di Dio, alla veglia notturna e all'implorazione della Maestà divina e all'intercessione delle sacre persone degli Infallibili (le benedizioni e la pace di Dio siano su tutti loro), e credeva dal profondo dell'anima nelle promesse divine. Tra le sue altre caratteristiche vi erano l'amore per l'Iran e l'impegno costante per un'indipendenza sempre maggiore del caro Iran, accanto al quale insisteva sull'unità di intenti e sulla coesione nazionale. Trascorse la vita nell'impegno per l'edificazione del sistema islamico e per la sua solidità e durata, e al tempo stesso una Repubblica islamica senza il popolo appariva ai suoi occhi priva di significato. Pur nella sua autorevolezza e fermezza, possedeva in abbondanza finezza di pensiero e di visione delle cose. Rivolgeva un'attenzione particolare alle potenzialità del Paese, specialmente ai giovani. Dava importanza alla scienza, alla tecnologia e al progresso fondato su di esse. Nutriva una stima speciale per le venerabili famiglie dei martiri, per i mutilati di guerra e per i cari veterani del sacrificio. In diversi ambiti possedeva esperienze preziose e accumulate, talvolta lunghe diversi decenni, e molte altre qualità che formerebbero un lungo elenco. In questi giorni in alcuni media si parla ripetutamente della sua arte, della sua competenza artistica e del suo sostegno all'arte. Questo elemento, pur potendo da solo conferire grande valore alla personalità di una persona, e pur essendo certamente presente nella nostra cara Guida nel senso più vero e al più alto grado, appare piccolo se paragonato agli altri elementi della sua persona e ai suoi meriti. Personalmente conosco in lui molte arti: una sua grande arte, che riceve minore attenzione, era l'arte di educare e formare la società attraverso la costruzione del pensiero, dello spirito e dei sentimenti delle grandi masse popolari e dei gruppi sociali.
Un'altra sua arte fu la creazione mirata di istituzioni, che egli intraprese, specialmente nei primi anni della sua guida, guardando a orizzonti lontani.
Un'altra sua arte fu il rafforzamento della struttura militare del Paese, dei cui effetti positivi la nazione iraniana ha preso coscienza e beneficiato nelle due recenti guerre imposte. Inoltre, la capacità di innovazione e di iniziativa in diversi ambiti, scientifico, strategico e politico, fu un'altra delle sue arti, un saggio della quale si riflette nella redazione delle politiche generali del sistema. E ancora, la capacità di creare significati attraverso la coniazione tempestiva di parole e di espressioni originali, ciascuna delle quali creava e portava con sé una moltitudine di significati e dalle quali nasceva il discorso pubblico. E tra queste, un'arte maturata grazie all'affinamento della sua anima elevata nelle avversità, nelle prove e nelle tribolazioni, e grazie alla pazienza e alla perseveranza sul cammino della verità, fu l'arte di prevedere gli eventi lontani, poiché اَلمُؤمِنُ یَنْظُرُ بِنورِ الله (il credente guarda con la luce di Dio). E altre arti ancora, la cui enumerazione non è possibile in questo breve scritto.
Tutte queste arti e qualità non avevano altra origine che le grazie speciali divine e l'attenzione particolare del nostro Signore (l'Imam del Tempo) e dei suoi puri antenati (le benedizioni di Dio siano su tutti loro). Forse si può riassumere ciò che attirò queste grazie e attenzioni verso quel grande uomo nel suo impegno e nella sua lotta incessante e sincera per l'esaltazione della parola della verità. Ma in modo particolare, oltre alle difficoltà della lotta contro il regime traditore dei Pahlavi, egli trasse grande beneficio da un'altra occasione speciale sul cammino del compimento del proprio dovere, che la gente generalmente non conosce. Era stato così decretato che il giovane Seyyed, fortemente desideroso di sapere e al tempo stesso desideroso di agire, nel momento in cui il suo nobile padre rischiava la cecità, dopo anni trascorsi ai piedi di maestri di altissimo livello, lasciasse tutte le apparenti possibilità di progresso scientifico e di un futuro promettente a Qom e, confidando nella grazia divina, si dedicasse interamente al padre. La grazia divina, in seguito a questo sacrificio, si manifestò in questo modo: improvvisamente Seyyed Ali Khamenei, prima ancora dei trent'anni, sorse come un sole dal Khorasan e ben presto fu considerato uno dei pilastri del pensiero e della lotta, e contemporaneamente compì notevoli progressi anche nelle scienze tradizionali; tanto che negli anni Cinquanta (del calendario solare) l'apparato della SAVAK lo chiamava il Khomeini del Khorasan. Devo sottolineare che questo processo di elevazione interiore ed esteriore di quel grande uomo proseguì anche nelle fasi successive. Ora, per trarre insegnamento dal comportamento dei grandi, e in particolare di una tale personalità, è assai opportuno che facciamo nostra questa qualità della benevolenza sincera reciproca e della solidarietà; questa caratteristica, unita al volgere lo sguardo alla vasta misericordia divina, costituisce una differenza importante tra chi sta sotto la bandiera della verità e coloro che si sono raccolti attorno alla bandiera della falsità. Certamente il perseguimento di una tale condotta aprirà le porte del cielo e farà discendere ogni sorta di soccorso divino e invisibile: dalla pioggia della misericordia fino alla vittoria sul nemico e persino ai progressi scientifici e tecnologici.
In questi giorni si sente ripetutamente che diversi gruppi del caro popolo ricordano a ragione e con rimpianto quell'epoca unica, e a poco a poco si manifestano sempre più aspetti della gemma splendente della sua nobile personalità. Inoltre, si va diffondendo a poco a poco l'abitudine di imitare alcuni suoi gesti particolari; tra l'altro, il nostro caro popolo ha tratto molti insegnamenti dal pugno chiuso di lui al momento del martirio, e ora quello stesso pugno chiuso è diventato per alcuni una sorta di simbolo comune di fede. È così che si dimostra ancora una volta che l'influenza del martire è maggiore di quella della persona in vita, e che la sua voce possente nell'invito al monoteismo, alla ricerca della verità e alla lotta contro l'oppressione e la corruzione è più risonante e il suo messaggio più penetrante che durante la sua vita; e inoltre il desiderio più intimo di questo martire di eccelsa dignità, che era la felicità di questa nazione e delle altre nazioni musulmane, si è avvicinato alla realtà più di prima.
Fratelli e sorelle connazionali! Oggi, e fino a questo punto dell'epopea della terza Difesa Sacra, si può affermare con coraggio che voi, eroica nazione iraniana, siete stati i vincitori indiscussi di questo campo.
Oggi l'alba dell'ascesa della Repubblica islamica come grande potenza e l'avvio dell'arroganza mondiale lungo la china della debolezza sono divenuti evidenti agli occhi di tutti. Questa è senza dubbio una grazia divina, concessa alla nazione iraniana per la benedizione del sangue della nostra Guida martire e degli altri martiri avvolti in sudari insanguinati, dei connazionali innocenti e dei fiori recisi della scuola Shajareh Tayyebeh di Minab, in seguito alle invocazioni e alle implorazioni di tutti i membri della nazione alla Maestà divina e alla loro presenza combattiva nelle piazze, nei quartieri e nelle moschee, e grazie al sacrificio generoso, disinteressato e sincero dei combattenti dell'Islam pronti a dare la vita, nel Corpo dei Guardiani, nell'Esercito, nella FARAJA (Forze dell'Ordine), tra i soldati sconosciuti e le guardie di frontiera. Anche questa grazia, come ogni altra grazia, deve essere ringraziata affinché duri e cresca, poiché لَئن شَکَرتُم لَأزیدَنَّکُم (se sarete riconoscenti, certamente vi darò di più) (Corano 14:7). Il ringraziamento pratico per questa grazia è l'impegno incessante per raggiungere un Iran forte.
Ciò che nella fase attuale appare necessario per conseguire questo slogan e obiettivo strategico della Guida martire è la continuità della presenza del nostro caro popolo, come nei quaranta giorni che ha lasciato alle spalle. Questa presenza è un pilastro importante della posizione in cui l'Iran potente si è ora stabilito.
Pertanto, con l'annuncio della decisione di negoziare con il nemico, non si deve pensare che la presenza nelle strade non sia più necessaria. Al contrario, se per ipotesi fosse necessariamente giunto il momento di una fase di silenzio sul campo di battaglia militare, il dovere di tutti coloro che hanno la possibilità di essere presenti nelle piazze, nei quartieri e nelle moschee appare più gravoso di prima. Certamente le vostre grida nelle piazze influiscono sull'esito dei negoziati; così come anche il numero sorprendente e crescente di milioni di aderenti alla campagna «Jan-feda baraye Iran» (Pronti a dare la vita per l'Iran) è tra gli elementi influenti in questo ambito. Con il permesso di Dio, Benedetto e Altissimo, grazie a questi ruoli e alla loro continuità, la prospettiva che si apre davanti alla nazione iraniana le promette l'avvento di un'epoca gloriosa e splendente, colma di dignità, onore e prosperità. Quando la nostra Guida martire assunse la guida, il sistema della Repubblica islamica era come un giovane arboscello sul quale si erano abbattute numerose ferite inferte dai nemici dell'Islam e dell'Iran, e che tuttavia le aveva sopportate tutte egregiamente. Ma quando, dopo quasi 37 anni, lasciò il seggio della guida della Umma, lasciò dietro di sé un albero buono, dalle radici salde, i cui rami e foglie estendono la loro ombra su parti importanti della regione e del mondo. L'orientamento verso il conseguimento di un «Iran sempre più forte» passa per la via dell'unità tra i diversi strati della società, su cui egli insisteva ripetutamente. Una parte considerevole di questa unità si è realizzata in questi quaranta giorni: i cuori della gente si sono avvicinati, il ghiaccio tra i diversi strati con orientamenti differenti ha cominciato a sciogliersi, tutti si sono riuniti sotto la bandiera della patria e di giorno in giorno il numero e la qualità di questa assemblea aumentano. Molti di coloro che non sono ancora giunti a questa forma di presenza sono, nel cuore, al fianco e in sintonia con le folle presenti nelle piazze.
In questi giorni molti sperimentano una visione di civiltà, volgendo lo sguardo a orizzonti lontani, e creano per sé un'immagine non illusoria, bensì fondata sulle realtà del presente e del futuro. Questa è una caratteristica che fino a poco tempo fa si osservava in un piccolo numero di persone, alla cui testa stava la Guida martire. È così che ogni osservatore percepisce la crescita rapida e miracolosa di questa nazione, e non a caso in questi giorni il celebre saggio dell'epoca e insigne giurisperito, quando vi parla di questa dignità, più volte il nodo in gola gli impedisce di proseguire.
In questa stessa occasione dico ai vicini meridionali dell'Iran: state assistendo a un miracolo. Dunque guardate bene, comprendete bene, schieratevi dalla parte giusta e diffidate delle false promesse dei demoni. Attendiamo ancora una reazione adeguata da parte vostra per mostrarvi la nostra fratellanza e la nostra benevolenza. Ciò non avverrà se non con il vostro allontanamento dagli arroganti, che non perdono alcuna occasione per umiliarvi e sfruttarvi. Tutti devono sapere che, con il permesso di Dio l'Altissimo, non lasceremo certamente impuniti gli aggressori criminali che hanno attaccato il nostro Paese. Esigeremo certamente il risarcimento di ogni singolo danno subito, il prezzo del sangue dei martiri e l'indennizzo dei mutilati di questa guerra, e porteremo certamente la gestione dello Stretto di Hormuz a una nuova fase. Non abbiamo cercato e non cerchiamo la guerra, ma in nessun modo rinunceremo ai nostri legittimi diritti, e in questa direzione consideriamo l'intero Fronte della Resistenza come un insieme unitario.
In questa fase, fino al conseguimento di ciò che ci appartiene, in primo luogo tutti i membri della nazione si sforzino di avere riguardo gli uni per gli altri, affinché le carenze, che sono l'effetto naturale di ogni guerra, pesino meno sui diversi strati sociali. Naturalmente queste carenze, che talvolta sono molto maggiori nel fronte a voi avverso, grazie agli sforzi dei vostri fratelli e sorelle nel governo e nelle altre istituzioni, sono state gestite in misura considerevole.
In secondo luogo, è necessario proteggere le nostre orecchie, che sono la finestra della mente e del cuore, dai media sostenuti dal nemico o allineati con esso. Certamente quei media non sono benevoli verso il Paese e la nazione iraniana, e ciò è stato dimostrato più volte. Pertanto, o rinunciamo del tutto a esporci a essi e a servircene, oppure, almeno, accogliamo con grande sospetto tutto ciò che presentano.
In terzo luogo, la cara nazione, sebbene con la fine del periodo di lutto ufficiale per il martirio della sua eccelsa Guida si tolga le vesti del lutto, mantiene viva nel proprio spirito e nel proprio cuore la ferma determinazione a vendicare il suo sangue puro e quello di tutti i martiri della seconda e della terza guerra imposta, e attenderà costantemente la sua realizzazione.
In conclusione, rivolgendomi al nostro Signore (Dio affretti la sua gloriosa apparizione), dichiaro che, con la fede in Dio l'Altissimo e l'invocazione degli Imam Infallibili (le benedizioni e la pace di Dio siano su di loro), e seguendo l'esempio della nostra Guida martire, stiamo saldi sotto la Vostra bandiera di fronte al fronte della miscredenza e dell'arroganza; e su questo cammino abbiamo offerto preziosi martiri di diversi strati sociali per la dignità e l'indipendenza del Paese e per l'elevazione dell'Islam e della Rivoluzione islamica, e abbiamo subito anche altri danni. Ora, con tutto il nostro essere, riponiamo la speranza nella Vostra preghiera speciale per una vittoria decisiva sul nemico, sia sul tavolo dei negoziati sia sul campo di battaglia, e speriamo che quanto prima sia noi sia i nostri nemici possiamo vederne l'effetto miracoloso, se Dio vuole.
والسّلام علیکم و رحمةالله و برکاته
La pace sia su di voi, con la misericordia di Dio e le Sue benedizioni.
Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei
20 Farvardin 1405