Messaggio alle eccellenze e ai medagliati nella scienza e nello sport
Questa è una traduzione del testo originale persiano. Testo originale in persiano
بسم الله الرحمن الرحیم
Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso
Questi giorni, secondo una delle tradizioni, coincidono con i giorni del martirio della signora e sovrana delle donne del Paradiso, la purissima Veridica (Siddiqa), Fatima al-Zahra (le benedizioni e la pace di Dio siano su di lei). È sorprendente che il momento del suo martirio sia rimasto ignoto, così come è rimasto nascosto il nobile luogo di sepoltura di quella luce divina; e, a un livello ancora più elevato, anche il suo rango e la sua dignità restano ignoti e al di là della comprensione umana. Una personalità esemplare nel culto, nella devozione e nella servitù verso Dio; il modello più alto nel sostegno particolare e totale al Grandissimo Profeta e nella strenua difesa della wilayah del Principe dei Credenti (le benedizioni e la pace di Dio siano su entrambi e sulle loro famiglie), nella trasmissione della conoscenza e nell’insegnamento, nel riconoscere il momento opportuno e nell’insorgere per la verità, nella fermezza e nella spiegazione chiarificatrice; un esempio di primo ordine nella pazienza, nel sacrificio, nell’abnegazione, nel servizio disinteressato e nella solidarietà all’interno della società; un esempio come sposa e madre e nell’educazione dei figli e della discendenza dei puri Imam (le benedizioni e la pace di Dio siano su di loro), che sono le guide dell’umanità; un esempio nell’impegno, nello sforzo, nella lotta, nella purezza, nel decoro, nel timor di Dio, nella luminosità e nella spiritualità; in una parola, un modello per tutte le donne e gli uomini credenti. Tra le splendide virtù di una società ispirata a Fatima vi è il fatto che essa apre alla nazione rivoluzionaria e musulmana dell’Iran la via verso i grandi movimenti sociali, verso la presenza nelle piazze e nei campi della lotta, del jihad e dei movimenti popolari, e persino verso la volontà di progresso nei campi scientifici e verso un servizio umile e disinteressato.
Il nostro caro Iran, in questa fase storica, è più che mai espressione di volontà e di speranza, e il ruolo delle eccellenze e dei giovani iraniani talentuosi e capaci in questa speranza, nel progresso e nel cammino verso il suo futuro radioso è insostituibile. Tuttavia, la geografia dell’eccellenza non si limita all’ambito della scienza e della tecnologia, dello sport o delle varie abilità. Ogni forma di eccellenza positiva e desiderabile può realizzare l’essere élite. In questi giorni assistiamo alla manifestazione dell’eccellenza di persone elette di questa terra che, guardando a un orizzonte più ampio, si impegnano nella lotta per l’elevazione della sacra bandiera della loro patria. Essi sono l’élite della lungimiranza e del jihad. Consideriamo figure come Rizali Khajavi e Ali Landi un’élite i cui nomi dovrebbero essere iscritti sull’ingresso dei luoghi della cultura; e fanno parte di questo fior fiore della società i martiri e coloro che si sono sacrificati, i quali, con il dono della propria vita e della propria salute, hanno lasciato un’impronta straordinaria sul destino dell’Iran islamico e della sua cara nazione e hanno ricevuto la medaglia della servitù dall’Unico Adorato.
Innanzitutto colgo l’occasione per congratularmi con tutto il caro popolo del nostro Paese e con ciascuno di coloro che hanno dato lustro alla nazione per il conseguimento di numerosi riconoscimenti, medaglie e onori scientifici nelle olimpiadi di astronomia e astrofisica, matematica, scienze della Terra, geografia, fisica, chimica, biologia, informatica e intelligenza artificiale e scienze umane, nonché per i vari recenti successi sportivi. Esprimo il mio apprezzamento e la mia gratitudine per la determinazione e la volontà di coloro che guidano la carovana dell’onore e della speranza e portano la bandiera del progresso del Paese, in tutte le categorie dell’élite, dagli adolescenti e dai giovani fino agli allenatori, ai docenti, ai professori e ai sapienti. La motivazione e la speranza delle eccellenze per la trasformazione del Paese sono una fiamma ardente di cui sono stato testimone, da lontano e da vicino, nel corso degli anni e dei decenni passati; e vedere il grande e promettente movimento delle eccellenze e della corrente scientifica nel Paese, e le manifestazioni di questo movimento nei titoli ripetuti, consecutivi e annuali nelle discipline scientifiche, nelle olimpiadi e nelle discipline sportive, è motivo di onore e di orgoglio per tutta la nazione iraniana.
I brillanti piazzamenti degli instancabili atleti del nostro Paese in diverse discipline nei giorni e nei mesi recenti e il raggiungimento di nuovi record testimoniano il loro impegno, la loro dedizione, la loro volontà e la loro fede. Quegli atleti che, con la loro forza fisica, il loro vigore spirituale, morale e di fede e il loro impegno costante, accrescono la potenza del caro Iran agli occhi di tutte le nazioni e mostrano al mondo intero la vitalità della fiera nazione iraniana; quelle atlete che fanno risplendere nel mondo il segno glorioso dell’abbigliamento della donna iraniana; quei medagliati dello sport che suscitano gioia ed entusiasmo nel cuore della nazione iraniana e danno onore alla fiera bandiera dell’Iran islamico: ciascuno, nella propria misura, partecipa e contribuisce a dare significato a un Iran forte.
Poiché questi sono giorni di vitalità e di attenzione alla scienza e alla ricerca nelle università, nei seminari religiosi e nelle scuole, ritengo opportuno rivolgere a questo proposito una breve parola agli appassionati del sapere, alle eccellenze della nazione e ai sapienti del caro Iran.
L’essere élite è una grazia e un dono divino, e la sua sostanza principale sono il talento e l’intelligenza; la nazione iraniana, e in particolare i giovani del nostro Paese, godono di questa grazia e di questa immensa ricchezza donata da Dio. La ragione e la servitù esigono che l’uomo renda grazie in modo adeguato per il dono divino; e se il ringraziamento avviene a tutti i livelli – del cuore, della parola e dell’azione – si apre la via per raggiungere la pienezza di quel dono. Anche l’apprezzamento del dono dell’eccellenza deve avvenire anzitutto da parte della persona dotata stessa e poi, ai livelli successivi, nel suo ambiente circostante – dal padre e dalla madre e dalla famiglia, all’insegnante e al professore, fino all’ambiente della scuola e dell’università e all’ordinamento del Paese – affinché questa potenzialità cresca, si moltiplichi e venga impiegata correttamente. Su questa base la persona dotata ha una responsabilità più pesante nel ringraziamento pratico per questo dono, ed è opportuno che, oltre a potenziare e sviluppare il proprio talento, lo impieghi nel modo migliore per risolvere i problemi del Paese e della società.
L’élite non è colui che, per il solo fatto di possedere un talento e un’intelligenza notevoli, come se fosse fatto di una pasta diversa, pensa soltanto ai propri desideri effimeri e personali; l’élite è colui che ha a cuore la crescita del proprio talento, si concepisce come un elemento efficace nella società e utilizza il proprio talento e le proprie capacità per la crescita propria e della propria società insieme. L’élite iraniana ha dimostrato che è possibile trasformare la conoscenza e il talento in uno strumento per risolvere i problemi reali del popolo e del Paese, e si è adoperata per rendere applicabili la propria scienza, la propria conoscenza e il proprio talento – dalle cellule staminali, dalle nanotecnologie e dalle biotecnologie fino alle tecnologie avanzate aerospaziali, all’industria, alle miniere, alla medicina, all’agricoltura, al nucleare, all’energia e alle infrastrutture. Tutti noi vediamo gli effetti e le manifestazioni di questo movimento progressivo nella vita reale. La produzione di energia elettrica con turbine iraniane nelle centrali, la tecnologia basata sulla conoscenza negli impianti di desalinizzazione delle isole meridionali, il volo dei droni agricoli sopra i campi, i frutteti e le risaie del nord per ottimizzare le operazioni agricole e l’uso dell’acqua e del suolo, la nascita di figli in famiglie infertili grazie alle tecnologie avanzate dell’Istituto Royan, la diagnosi e la cura di malattie difficili da trattare con i radiofarmaci, il monitoraggio del territorio, delle acque e dei raccolti con i satelliti di telerilevamento, e l’aumento della produttività e della sicurezza alimentare grazie alle innovazioni scientifiche e tecnologiche sono solo alcuni esempi menzionabili di questo insieme immenso e benedetto; e molti altri, soprattutto nei campi della difesa e militare, hanno a loro tempo più volte lasciato il mondo a bocca aperta, e così sarà anche in futuro.
Un Iran forte poggia sulle fondamenta della potenza scientifica e tecnologica, e questo asse è una delle componenti più importanti del ruolo dell’Iran negli equilibri e nel nuovo ordine mondiale. La chiave per renderlo sempre più forte sta dunque nel superamento dei confini e nell’apertura di soluzioni da parte delle eccellenze nelle questioni scientifiche del Paese; e la malvagità e i crimini dei nemici dell’Iran islamico contro gli scienziati e le eccellenze dimostrano il ruolo efficace delle eccellenze nella forza del Paese. Quel nemico che, nella seconda e nella terza guerra imposta, e certo già anni prima, assassina eminenti scienziati ed esponenti influenti dell’élite della nostra società nei loro ambienti scientifici e nella loro vita quotidiana, non sopporta il progresso e la potenza dell’Iran e utilizza tutti i suoi strumenti e metodi per indebolire le eccellenze del caro Iran: dallo scoraggiamento e dalla disperazione fino all’occupazione della loro mente e del loro spirito, al loro assorbimento nell’apparato digerente del nuovo colonialismo e alla loro trasformazione in viti e bulloni della macchina del saccheggio e del capitalismo occidentale. Dimentica però che ogni goccia del sangue delle eccellenze, degli scienziati, dei professori, degli studenti universitari e degli scolari martiri di questa nazione ha sollevato e continua a sollevare una tempesta di volontà e di progresso.
La nazione iraniana ricorda la propria antica civiltà, le sue molteplici glorie nelle scienze e nelle arti e i suoi vanti e scienziati di fama mondiale, accanto ai due secoli di grave arretratezza e di passività storica dell’epoca dei Qajar e dei Pahlavi. Questa nazione conosce il valore della vittoriosa metastrategia «اَلعِلمُ سلطان» (la conoscenza è potere) e i suoi frutti – il rifiuto del dominio scientifico dell’Occidente e la rapida crescita scientifica e di ricerca delle eccellenze negli ultimi tre decenni, che in misura considerevole è dovuta alle particolari misure e alla guida della nostra eccelsa Guida martire (Dio santifichi la sua anima pura). Se fino alla fase attuale e alla terza guerra imposta un nuovo slancio scientifico era una raccomandazione necessaria e indispensabile per le eccellenze, l’esperienza delle due guerre recenti ha dimostrato a tutti che questo nuovo slancio scientifico deve essere profondo e rapido. A tal fine è necessario che, oltre ai responsabili degli apparati e dei centri scientifici, di ricerca e tecnologici, ognuna delle eccellenze e dei sapienti del caro Iran si dedichi con impegno alla propria missione principale nella costruzione del glorioso futuro dell’Iran islamico, nel suo progresso e nel suo sviluppo, e tenga presenti i seguenti punti:
Primo: per lo sviluppo delle scienze di base e delle scienze umane nel Paese deve esistere un programma serio, concreto e preciso. La crescita e lo sviluppo delle scienze di base, come la fisica, la chimica, le scienze biologiche e la matematica, in quanto fondamenta principali delle altre scienze e delle tecnologie applicate, sono il motore del progresso scientifico e tecnologico del Paese. Ogni nazione che è arrivata da qualche parte ci è arrivata attraverso le scienze di base, e un Paese senza sviluppo in queste scienze resta sempre indietro.
Secondo: la concentrazione sulle verità non ancora scoperte, il superamento dei confini nelle scienze di base e la gara costante per risolvere i noti problemi irrisolti di queste scienze, in particolare della matematica, come obiettivo e meta, devono ricevere un’attenzione continua.
Terzo: il punto chiave dello slancio scientifico sono la creatività e l’innovazione. Dare spazio alla creatività e all’immaginazione positiva, che sono l’elemento principale della crescita e delle svolte in tutte o nella maggior parte delle scienze, il coraggio scientifico di inventare, creare e prendere iniziative e l’accrescimento della fiducia in sé stessi, personale e nazionale, per sperimentare strade nuove e mai percorse, sono estremamente necessari e utili. Prevedere incentivi accettabili e attraenti per chiunque sappia offrire una creatività efficace contribuisce a creare le condizioni per tutto questo.
Quarto: l’autosufficienza nella soluzione dei problemi scientifici, la predisposizione delle infrastrutture e l’eliminazione delle strozzature tecnologiche per un’azione e un intervento oltre i propri confini creano una combinazione di solidità interna e di apertura di orizzonti a livello mondiale.
Quinto: dare spazio al talento delle eccellenze delle discipline sperimentali e pratiche, anche attraverso il collegamento tra industria e università fin dai primi anni di studio e l’agevolazione delle imprese basate sulla conoscenza, svolge un ruolo importante nell’impiego del sapere e nella crescita delle eccellenze. L’allineamento delle capacità scientifiche e tecnologiche del Paese e il rafforzamento del legame tra le eccellenze e i centri scientifici e di ricerca con le imprese basate sulla conoscenza, le industrie e perfino le start-up, insieme al sostegno degli apparati esecutivi lungo la catena che va dalla conoscenza al consumo, attorno alle questioni importanti di oggi e di domani del Paese – dall’acqua, dal suolo, dal cibo e dall’energia fino all’intelligenza artificiale – possono collegare e trasferire il tavolo di lavoro del professore e dello studente dai laboratori delle università e dei centri di ricerca alle officine e alle fabbriche. Un balzo rapido si realizza quando gli interessi economici e il mercato della commercializzazione di prodotti e servizi si fondono con la motivazione e la volontà delle eccellenze e stabiliscono un collegamento stabile e continuo tra l’istituzione della scienza e della ricerca e l’industria e il mercato dei consumi.
Allo stesso modo, il ruolo diretto ed efficace delle eccellenze di tutte le discipline teoriche e sperimentali dell’università e dei seminari religiosi ai livelli della pianificazione e della definizione delle politiche contribuisce in modo notevole al progresso del Paese, e i responsabili hanno il dovere di avvalersi ampiamente delle capacità individuali e della razionalità e della saggezza collettiva delle eccellenze impegnate.
Se questo cammino sarà percorso correttamente, il baricentro e i poli del sapere, in particolare di alcune scienze di base, si sposteranno gradualmente dai Paesi occidentali all’Iran; il Paese, in anni non troppo lontani, diventerà un punto di riferimento scientifico e tecnologico, e si realizzerà l’obiettivo, già menzionato, della nostra saggia Guida martire (Dio elevi il suo nobile rango) che il persiano diventi una delle lingue di riferimento scientifico del mondo.
Se Dio vuole, grazie alla benedizione del sangue dei martiri del campo dell’eccellenza e alla preghiera benevola del nostro Signore e Maestro [l’Imam del Tempo] (Dio l’Altissimo affretti la sua nobile apparizione), si realizzi e si renda possibile lo slancio scientifico profondo e rapido delle eccellenze e dei sapienti della nazione e il progresso globale di un Iran sempre più forte per giungere alla nuova civiltà islamico-iraniana.
Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei
4 Aban 1405